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Valutazione dei rischi per le aziende

Il procedimento per la valutazione dei rischi per le imprese è estremamente importante per la sicurezza sul posto di lavoro e richiede tempo e meticolosità da parte dell’incaricato.
Tra i rischi da considerare ci sono quelli legati, in modo specifico, all’ambiente di lavoro in cui si opera, ma anche quelli relativi agli strumenti e i macchinari usati dai lavoratori, le sostanze chimiche e biologiche impiegate nei vari processi produttivi. Ma a questi bisogna aggiungere anche i ritmi di lavoro, il possibile stress e – più in generale – tutti gli effetti che il regolare svolgimento delle mansioni può comportare a livello fisico e psicologico.
Non a caso infatti, una delle ultime voci previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro riguarda il rischio di stress da lavoro correlato.
Secondo quanto previsto dalla legge, il titolare dell’azienda deve esaminare attentamente luoghi, ambienti e strumenti lavoro e inserire i dati relativi a questa valutazione nell’apposito documento di valutazione dei rischi (DVR).

Questa analisi è obbligatoria per tutte le aziende, piccole o grandi che siano, ma la procedura varia a seconda del numero di dipendenti assunti nell’impresa.
Secondo quanto previsto dal comma 5 del D.Lgs 81/08, le realtà imprenditoriali con meno di dieci dipendenti possono inviare un’autocertificazione della valutazione dei rischi, mentre in quelle con un numero di impiegati superiore, il responsabile aziendale – con il supporto del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – deve effettuare un’attenta valutazione dei rischi e redigere il DVR, come previsto dall’articolo 41 del Testo unico, in presenza del medico competente.

Ma quali sono le fasi da seguire per una corretta valutazione dei rischi per le aziende?
In realtà, la legge non prevede un ordine preciso dei punti da analizzare, ma fornisce delle linee guida generali da tenere in considerazione al momento della stesura del documento:
analisi dettagliata generale dei luoghi lavoro;esame delle celle frigorifere o dei piani di lavoro (ambienti condivisi, singoli uffici anche privati, ripostigli, ecc)

  • analisi della sicurezza del singolo lavoratore, sia dal punto di vista fisico che mentale (controllo dei turni, degli orari di lavoro e delle condizioni lavorative);
  • esame di tutti gli strumenti di lavoro (videoterminali, macchinari, dispositivi di protezione, prodotti utilizzati ecc);
  • controllo del corretto funzionamento dei sistemi di allarme e della protezione contro gli incendi.

Nei luoghi di lavoro dedicati alla produzione e somministrazione di alimenti, ci sono poi una serie di altri fattori da tenere in considerazione nell’ambito della valutazione dei pericoli.
Tra questi, c’è il rischio biologico, dato – ad esempio – dai rifiuti e dalle sostanze di scarto, che possono venire in contatto con animali (come i topi o mosche) e con i loro escrementi e comportare così gravi patologie per la salute umana, specie nei periodi estivi, quando le alte temperature favoriscono il moltiplicarsi di virus e batteri.

Nella valutazione dei possibili rischi per le aziende troviamo anche quello alimentare, dato da possibili contaminazioni chimiche, biologiche e fisiche.
Ad esempio, le contaminazioni volontarie e tollerate entro determinati limiti (come l’uso di fitosanitari e concimi utilizzati comunemente nell’agricoltura), quelle involontarie e consentite entro certi termini (come le diossine presenti in alimenti di origine animale) e quelle involontarie e non consentite, come i disastri ambientali che provocano contaminazione lungo la catena alimentare (ad esempio le micotossine che proliferano in determinate condizioni ambientali).

Un altro fattore è rappresentato dal rischio di sostanze disperse nell’aria: nei luoghi di lavoro in cui c’è una scarsa pulizia dei locali, una limitata areazione o il rischio di un contatto diretto con le polveri provenienti da altri ambienti, o dall’esterno, ci sono particelle potenzialmente nocive per le vie respiratorie, gli occhi e la pelle.